SITO UFFICIALE DEL PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI VIETRI SUL MARE

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giovedì 12 settembre 2013

Epifani: "In caso di crisi, un governo per cambiare la legge elettorale"

Intervista a Guglielmo Epifani di Carlo Fusi - Il Messaggero


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Mentre sula decadenza di Berlusconi in Giunta al Senato i fragilissimi fili di tregua vengono nuovamente spazzati via, Enrico Letta ammonisce: «Basta un niente per mandare all`aria i buoni risultati conseguiti». Fischiano le orecchie al Pdl, of course. E al Pd no? «Non scherziamo», reagisce con impeto Guglielmo Epifani. «Letta parla al Paese e fa bene visto che nonostante alcuni segnali positivi la messa in sicurezza dell`Italia non è affatto completata». 

Segretario, dica la verità: dopo vent`anni avete finalmente Berlusconi con il collo scoperto e non vedete l`ora di azzannarlo, di compiere quell`assassinio politico di cui parla Brunetta. 

«Non diciamo sciocchezze. La realtà è che bisogna finirla con i giochini, con la melina per cui da settimane e mesi l`Italia è preda della sindrome giudiziaria di Berlusconi. Non si può andare avanti a forza di fibrillazioni, minacce, ricatti. Un conto è riconoscere il tempo a chi vuole illustrare le proprie proposte come sta avvenendo in Giunta, un altro è sottostare a manovre dilatorie. Questo non possiamo accettarlo». 

Insomma la settimana prossima la Giunta deve votare. E` così? 

«Beh, almeno sulla relazione di Augello direi proprio di sì. Poi si indicherà un nuovo relatore, ci sarà un voto conclusivo e dopo si andrà in aula. In ogni caso, giorno più o giorno meno, il punto politico rimane: Berlusconi e il Pdl devono decidere cosa fare. O si rendono conto che prima di tutto viene l`interesse del Paese anche rispetto ad una vicenda personale pure importante, oppure scelgono un`altra strada e se ne assumono la responsabilità. La cosa che non mi pare possiamo permetterci è di continuare con questo andazzo in cui tutto si riassume nel problema personale di Berlusconi quando le emergenze sono tante altre e richiedono di essere affrontare con la forza di cui c`è bisogno». 

Segretario, senza ipocrisie: quella vicenda è decisiva per le sorti del governo... 

«E infatti noi stiamo tenendo una rotta univoca: in uno Stato di diritto la legge deve essere uguale per tutti, senza eccezioni. Le accuse che ci piovono addosso dal Pdl vanno rispedite al mittente: la sorte del governo non c`entra niente, i problemi di Berlusconi li deve risolvere Berlusconi stesso». 

Il voto della Giunta seppellirà le larghe intese. Il Pd voterà assieme con i 5Stelle e a Sel: sarà la nascita di una nuova maggioranza, magari anche di governo? 

«Guardi, non si può far discendere un equilibrio politico dall`adempimento dovuto nei riguardi di una legge. Individualmente i componenti della Giunta voteranno secondo coscienza». 

Però è innegabile che quel voto avrà una fortissima valenza politica. 

«Certo, è ovvio. Ma non è che quel voto viene assunto sulla base di una convenienza politica: è fatto nel rispetto di una legge. Se al posto di Berlusconi ci fosse un altro, anche uno dei nostri, ci comporteremmo allo stesso modo. Non c`è alcun accanimento o alcun atteggiamento strumentalmente punitivo. Se si creerà un certo clima è perché il Pdl ha voluto crearlo, facendo in modo che il rispetto della legge diventi un fatto politico e produca conseguenze. Una assurdità». 

Se Letta cadesse, che tipo di soluzione indica il Pd? 

«Intanto servirebbe un governo per fare la riforma elettorale». 

Con quale maggioranza: acquisendo i transfughi di questo o quel partito? E sempre con Letta premier? 

«Intanto diciamo che per noi c`è un doppio impegno: far proseguire l`azione di governo e rispettare la legge. Se altri vorranno assumersi la responsabilità di provocare la crisi, ci riuniremo e valuteremo il da farsi. Ho parlato di riforma elettorale perché il Porcellum, per motivi che tutti conoscono, va cambiato a prescindere: è nell`interesse del Paese».

Ma per cambiarlo serve una maggioranza. Si può fare una riforma così importante senza o contro il Pdl? 

«Ovviamente se il Pdl si sfila fare la riforma diventa ancora più difficile. Ma ci dovremo provare lo stesso». 

E se invece il Pdl la crisi non la facesse, Renzi ci starebbe a lasciare proseguire Letta fino al 2015 e oltre? 

«La verità è che si fanno illazioni e si attribuiscono a Renzi intenzioni o disegni sotterranei che lui ha sempre smentito. La larghe intese non sono un accordo per la vita: si tratta di un passaggio stretto, imboccato in assenza di alternative, per fare un servizio al Paese». 

Mettiamo che Letta vada avanti. Palazzo Chigi ha detto che nel cuore della sua azione - e dunque della legge di stabilità ci sarà la riduzione del cuneo fiscale. E` d`accordo? 

«La priorità è sostenere gli investimenti e l`occupazione. Sul cuneo fiscale bisogna intendersi: si vogliono solo togliere contributi che ora gravano sulle spalle delle imprese? E ai lavoratori? Niente?».

Fonte: Il Messaggero

Bersani all'Obihall: "Quella di Renzi non è la mia idea di partito"

''Un segretario, c'è solo un segretario'': questo il coro scandito dai militanti del Pd, insieme a ''Bersani, Bersani'', che hanno accolto fra gli applausi a Firenze, negli stand della Festa Democratica
Bersani ospite alla festa del Pd
Bersani ospite alla festa del Pd (Pressphoto)
Firenze, 10 settembre 2013 - Una bella accoglienza ha riservato stasera la città di Firenze a PierluigiBersani.  
''Un segretario, c'è solo un segretario'': questo il coro scandito dai militanti del Pd, insieme a ''Bersani, Bersani'', che hanno accolto fra gli applausi a Firenze, negli stand della Festa Democratica, l'ex segretario nazionale Pierluigi Bersani intervistato stasera dal direttore de L'Unità, Claudio Sardo, al teatro Obihall. Nello stesso teatro Bersani fu protagonista della serata 'Pd Brothers' col sindaco (e rivale delle primarie) Matteo Renzi in campagna elettorale.
SU RENZI: "Senza polemica, e molto amichevolmente, dico che chi si candida a segretario deve dire precisamente che partito ha in testa. Questo in Renzi ancora non l'ho ben capito. Per quello che ho sentito fin qui, la sua non è esattamente la mia idea di partito", ha detto Bersani. E il congresso? "Io lo faccio domani mattina", ha risposto, scherzando, l'ex segretario del Pd.
SU CUPERLO: Ho visto il documento di Cuperlo, che è interessante, ma sto vedendo anche altre cose di gente che non e' candidata, per esempio il lavoro che sta facendo Barca', ha aggiunto l'ex segretario parlando del dibattito precongressuale e delle singole candidature. ''Ho fatto il segretario e quindi non faccio il kingmaker'', ha precisato, a margine della Festa Democratica di Firenze. ''Io mi sono fatto una certa idea su come dovrebbe essere il partito e su cosa si dovrebbe fare al congresso, io appoggerò il candidato che assomiglierà di pù a questa idea'', ha spiegato Bersani: ''Mi interessa l'idea - ha sottolineato - che si insedi un partito solido, radicato, permanente, che viva dopo i leader, che abbia dentro l'idea di sinistra democratica non come una componente, ma come il lievito, che non sia identitaria, ma che sia larga".
SU BERLUSCONI: ''Non ci saranno dilazioni, e si dimostrerà che la legge è uguale per tutti''. Lo ha detto Pierluigi Bersani parlando del dibattito in seno alla giunta per le elezioni del Senato sul caso di Silvio Berlusconi.
''Non vorrei che ogni giorno ci fosse uno psicodramma, le cose hanno preso una loro linearità, le procedure verranno tutte rispettate'' - ha affermato Bersani, a margine della Festa Democratica di Firenze -Si continua a dire che il Pd ha perso le elezioni effettivamente ci aspettavamo un altro risultato, ma non le abbiamo perse tanto da non avere una giunta del Senato che non fa rispettare la legge''.
A proposito di eventuali problemi per la tenuta del Governo, l'ex segretario Pd ha spiegato che ''anch'io leggo quello che sta dicendo il Pdl, e da quel che sento certamente può determinarsi un problema. Se le minacce del Pdl prendessero corpo, si creerebbe una situazione molto seria. Mi auguro che non sia così, ma dico anche attenzione, non buttate la palla di qua".

lunedì 9 settembre 2013

E' tempo di crederci. Il Pd vietrese si prepara al prossimo Congresso Nazionale di fine anno.

Il Pd vietrese si prepara al prossimo Congresso Nazionale di fine anno.

Sempre attivo il Pd a Vietri sul Mare. Grandi manovre in vista del Congresso Nazionale del Pd a Vietri sul Mare, infatti il locale Circolo sta predisponendo tutta una serie di attività sul territorio costiero inerenti il Congresso, il Tesseramento e la Festa de L’Unità – Democratica. Cominciando dal Congresso, è già in corso una fervida discussione, la Segreteria a breve comunicherà il calendario di iniziative in cantiere, anche per scambiare idee ed avviare il percorso della fase congressuale locale che poi sfocerà nel Congresso nazionale previsto per fine anno. E’ inoltre partita la campagna di adesione 2013 al Partito Democratico, per chi è interessato e possibile rivolgersi alla Coordinatrice di Circolo Patrizia Gadaleta (nella foto a sinistra) oppure presso la sede in Vicolo Passariello 9. A breve ci sarà anche la Festa de L’Unità – Democratica con la presenza di big nazionali, che verranno a discutere a Vietri sulle problematiche del Pd e sull’imminente Congresso. Inoltre il Circolo Pd di Vietri sul Mare fa parte del Coordinamento dei Circoli della Costiera Amalfitana, che dopo la fase costitutiva, dovrà affrontare quella organizzativa indispensabile per avere una struttura operativa ed efficiente.



                                                                                              Francesco Citarella

Oltre la crisi: l’Europa, la Sinistra, il Mezzogiorno

Oltre la crisi: l’Europa, la Sinistra, il Mezzogiorno
La sfida del rapporto con la modernità
Seminario di formazione politica ed economica
14-15 settembre | Scala - Costa d’Amalfi (SA)
c/o Auditorium Comunale - Via Gerardo Bottone
Il 22 ottobre del 2013 si terranno le prossime elezioni tedesche. Un appuntamento
cruciale che, secondo molti, potrebbe segnare una cesura tra questi anni di buio ed
una nuova stagione di speranza.
Ma l’Europa avrà un futuro se riscoprirà le sue radici, se ripartirà da una rinnovata
reciprocità fondata non più su interessi contingenti ma sul riconoscimento di una
responsabilità comune consegnataci dalla storia. Questo significa riscoprire e
riaffermare il primato della politica che passa necessariamente per il superamento
delle derive populiste che ad ogni latitudine segnalano la crisi senza precedenti della
partecipazione democratica e della rappresentanza istituzionale.
I partiti tradizionali sono implosi, sono insufficienti ad interpretare e modificare la
realtà, spesso discutono solo al proprio interno, vivono di autoreferenzialità, si
mostrano incapaci ad interpretare le trasformazioni intervenute in ogni contesto
economico e sociale, hanno smarrito la capacità di contenere la complessità delle
istanze che si levano da un tessuto sociale sempre più liquido. Sono incapaci, in
buona sintesi, di assumere linguaggi nuovi in grado di interpretare e costruire la
modernità.
Esiste un capitale di competenze, di passioni e di esperienze da valorizzare al fine di
recuperare la fiducia dei cittadini, la voglia di indignarsi e il coraggio di cambiare
le cose esercitando in tutta la sua pienezza l’arte della politica. Esistono energie
democratiche diffuse che stentano a tenersi insieme se non in funzione della
contingenza. Trasformare la distanza in prossimità, declinare le differenze in
pluralità, è il compito di cui devono farsi carico tutte le energie che intendono
concorrere ad un nuovo umanesimo europeo.
SABATO 14 SETTEMBRE 2013
SALUTI: ORE 11.30
Luigi Mansi - Sindaco di Scala
Ciro Attaianese - Presidente Fondazione Meridies

CONGRESSO PD, LE RAGIONI DI UN SOGNO ANCORA NECESSARIO
INTERVENGONO:
Gianni Pittella - Vice Presidente Parlamento Europeo
Gianni Cuperlo - Deputato
PRESIEDE:
Samuele Ciambriello - Direttore Link
SEGUE DIBATTITO


PRANZO” ORE 13.30
PER UNA SINISTRA EUROPEA, DIFFUSA, INCLUSIVA. BASTA LA SOCIALDEMOCRAZIA? ORE 15.30
INTERVENGONO:
Enrica Amaturo - Direttrice Dipartimento Scienze Sociali Università di Napoli Federico II
Giovanni Laino - Docente Universitario di Politiche Urbane Università di Napoli Federico II
Michele Petraroia - Vice Presidente Giunta Regionale del Molise
PRESIEDE:
Paola Bruno - Comitato Editoriale Link
SEGUE DIBATTITO
COFFEE BREAK ORE 17.15

LO SPAZIO DELLA DEMOCRAZIA: ESISTE ANCORA UNA CULTURA POLITICA? ORE 17.30
INTERVENGONO:
Massimo Adinolfi - Docente Università di Cassino
Walter Tocci - Direttore del Centro Riforma di Stato
Roberta Capone - Vice Presidente IUSY (International Union of Socialist Youth)
PRESIEDE:
Mico Capasso - Direttore Fondazione Meridies
SEGUE DIBATTITO

CENA ORE 21.00
Domenica 15 settembre 2013
OLTRE LA CRISI: RIPENSARE IL RAPPORTO TRA FINANZA ED ECONOMIA REALE ORE 09.45
INTERVENGONO:
Massimo Lo Cicero - Università La Sapienza
Giuseppe Provenzano - Svimez
PRESIEDE:
Paolo Ricci - Università del Sannio
SEGUE DIBATTITO
 COFFEE BREAK ORE 11.30

SE SI SALVA IL SUD SI SALVA L'ITALIA: L'AUTOREFERENZIALITÀ DELLA POLITICA E L'URGENZA
DI NUOVE CLASSI DIRIGENTI ORE 11.45
INTERVENGONO:
Mauro Maccauro - Presidente Confindustria Salerno
Franco Tavella - Segretario regionale CGIL Campania
Fulvio Martusciello - Assessore Regionale Attività Produttive
Sabino Basso - Presidente Confindustria Campania
Michele Emiliano - Sindaco di Bari
Silvio Sarno - Editore di Link
MODERA:
Angelo Di Marino - Direttore La Città
PRANZO ORE 14.00

venerdì 6 settembre 2013

CUPERLO: noi siamo un Partito, la logica dell'uomo solo al comando non funziona

La logica dell'uomo solo al comando non funziona

È nel segno dell’orgoglio per essere accanto a Sergio Cofferati, che Gianni Cuperlo, Candidato alla Segreteria Nazionale del Pd, apre "un dialogo sulla politica, sul nostro paese e sul Partito Democratico"

Cuperlo  Cuperlo
È nel segno dell’orgoglio per essere accanto a Sergio Cofferati, protagonista della “più grande manifestazione di popolo dei nostri tempi” - quella del Marzo 2002 che ha visto la partecipazione di 3 milioni di lavoratori al Circo Massimo di Roma - che Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria nazionale del Pd, apre quello che lui stesso definisce un dialogo sulla politica, sul nostro paese e sul Partito Democratico.

La crisi è passata? “È un errore considerare superata la parte più grave della crisi. Abbiamo davanti tempi difficili e dobbiamo gestire il processo che è in corso durante la quale è aumentata la disoccupazione ed è cresciuta la povertà”. Questo il giudizio di Sergio Cofferati che cita come esempio il caso degli esodati da lui giudicato un “grave errore di prospettiva”. In questi anni, spiega, Obama ha investito per creare Welfare negli Stati Uniti ed è intervenuto per sostenere la manifattura mentre noi non sembriamo capire l’importanza delle politiche keinesiane: per crescere si deve investire.

Per Gianni Cuperlo è importante sostenere l’azione del Governo Letta ma, allo stesso tempo, indicare le priorità del nostro partito che non possono consistere nel “lisciare il pelo alle rendite immobiliari” ma piuttosto nella riscoperta del valore sociale del lavoro e la ricerca dei 5 miliardi per introdurre il reddito minimo garantito. “Si deve avere il coraggio di dire che esistono limiti morali al mercato” aggiunge ampliando il discorso fino alla citazione del discorso sull’uguaglianza di M. L. King. Ma i riferimenti agli Stati Uniti continuano con la citazione del modello Apple che, con il suo 4% investito in attrezzature e macchinari, ha di fatto costretto gli States ad inserire la creatività negli indici del PIL rendendo realtà le profezie di Kennedy.

Parlando del prossimo congresso; Cuperlo ha aggiunto di condividere "quanto ha detto Bersani sul fatto che non abbiamo bisogno di uno nuovo profeta ma penso che si debba riscoprire il valore delle profezie. La logica dell’uomo solo al comando non funziona e non funzionerà in Italia. Usciamo da 20 anni di crisi della democrazia italiana che è stata ipotecata da una concezione leaderistica e plebiscitaria dei partiti politici. Questa è la sfida del congresso: non solo la sfida su un nome ma la sfida delle parole con cui dire chi siamo, quali interessi e soggetti vogliamo rappresentare. Questa è la natura di un partito politico, questa è la discussione che dobbiamo fare e se la faremo daremo un contributo al Pd e alla democrazia italiana”.

giovedì 5 settembre 2013

Gianni CUPERLO: IL PD NON DIVENTI UN UOMO SOLO AL COMANDO

Gianni Cuperlo: “Il Pd non diventi un uomo solo al comando”
Intervista di Andrea Castanini a Gianni Cuperlo, Il Secolo XIX, 05 settembre 2013
Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd, oggi sarà a Genova alla Festa Democratica (ore 20). Cinquantadue anni, docente di comunicazione, presidente del centro studi del Pd e deputato, in passato considerato vicino a Massimo D’Alema e oggi punto di riferimento di uno schieramento più ampio, è ormai indicato come il principale avversario di Matteo Renzi al prossimo congresso.
Cuperlo, Rosy Bindi dice che ormai, dopo avere ottenuto l’appoggio di Franceschini e della corrente di AreaDem, Renzi ha già vinto. Lei però resta candidato.
«Certo. Le competizioni dove il risultato sembra già scritto sono spesso le più emozionanti e divertenti. Credo che questo congresso sia l’ultima occasione permettere in sintonia il partito con gli elettori, i giovani, i nostri elettori che non sono andati a votare, ed è fondamentale che questo non sia un confronto fra nomi ma avvenga sulla base delle diversità tra piattaforme e punti di vista differenti. In questo modo potrà diventare una bellissima discussione, farci crescere».
Il congresso quando sarà?
«Io sto alle parole di Epifani. Tendo a credere alle cose che si dicono, quindi penso che il congresso sia il 24 novembre».
Anche in caso di crisi di governo?
«È ovvio che dobbiamo tenere conto del quadro politico generale. Ma spero che Letta non cada. Questo governo deve proseguire il suo cammino. Se il Pdl deciderà di interrompere il sostegno prenderemo atto di questa decisione assolutamente irresponsabile, e a quel punto sarà il Capo dello Stato a verificare se esiste una maggioranza che può ancora sostenere il governo».
Nel suo programma lei scrive che ogni riforma ha senso solo con la premessa“Mai più al voto col Porcellum”. Anche in caso di crisi?
«È evidente. Solo chi non ha a cuore la democrazia può teorizzare di tornare al voto con questa legge elettorale, che in più  occasioni ha dimostrato di non garantire al paese una maggioranza definita e una governabilità. Sarebbe ancora più grave farlo oggi, dopo avere verificato quali danni può produrre».
Cosa pensa dell’endorsement di Franceschini a favore di Renzi?
«Nulla, ognuno va dove lo porta il cuore».
Ed è d’accordo con Bersani, che sostiene che dietro questa alleanza non ci siano contenuti?
«Io voglio capire l’idea di partito che Renzi mette in campo, e spero che non sia quella dell’uomo solo al comando dei tempi di Fausto Coppi . Ripartiamo come partito se ricostruiamo un gruppo dirigente, un luogo di elaborazione e di confronto con il territorio che non sia solo il governo. Oppure non otterremo un vero consenso popolare. E senza quello le riforme non hanno gambe».
Renzi a Genova ha parlato della sua idea dipartito: leggero, con un luogo di elaborazione a livello parlamentare e una rappresentanza di sindaci come cinghia di trasmissione con il territorio. Lei pensa a una struttura diversa?
«Sì. Un partito fortemente radicato sul territorio, come quello a cui penso io, non può vivere solo nelle istituzioni. Secondo me i circoli sono un aspetto fondamentale anche se devono essere completamente rinnovati ad esempio utilizzando al meglio le possibilità delle nuove tecnologie. Ed è riduttivo ricondurre questa partecipazione alla consultazione sotto qualche gazebo, una volta ogni tanto. Con gli strumenti che esistono oggi si possono organizzare consultazioni periodiche degli iscritti, accogliere proposte e contributi sulla base delle conoscenze specifiche di ognuno. E va riscoperto anche il valore dell’iscrizione, dell’appartenenza a un progetto comune».
Si ispira a Grillo, che utilizza la rete come strumento di elaborazione di proposte e consultazione?
«No, anzi quello mi sembra l’esempio meno convincente. La logica di Grillo è quella di un partito a forte caratterizzazione carismatica e plebiscitaria, un esempio che non abbiamo interesse a riprodurre nel Pd. Dal punto di vista comunicativo la sua è una logica unidirezionale: c’è un capo, e chi ha posizioni diverse non va ascoltato, in nome di una sana dialettica, ma va espulso come un corpo estraneo».
Lei nei giorni scorsi ha detto che il Pd non esiste senza una sinistra riconoscibile. Si riferiva al pericolo dell’alleanza tra Renzi e gli ex popolari di AreaDem?
«No, il mio era un ragionamento più generale. Non penso affatto che la struttura del congresso debba riproporre le vecchie appartenenze. Dobbiamo insistere nella “mescolanza” di cui si era tanto parlato all’atto della nascita del Partito democratico. Il nostro in futuro dovrà essere sempre di più un partito di “nativi”, e intanto, in questo congresso, sono sicuro che vedremo una “mescolanza” di iscritti di diversa provenienza intorno a ognuna delle le candidature. Se non accadesse sarebbe una sconfitta. In ogni caso penso che i valori della sinistra siano tra i valori costituenti del Partito democratico».
Cosa pensa della sconfitta di Bersani?
«La sua era la campagna elettorale del Pd, non la personalizzerei. Non siamo riusciti a convincere una parte maggioritaria, abbiamo pagato in modo eccessivo in termini di voti il senso di responsabilità dimostrato nel sostegno a Monti anche dopo lo strappo del Pdl. Forse avremmo dovuto radicalizzare di più lo scontro con i nostri avversari, ma le considerazioni col senno di poi sono sempre semplici…».
Non c’è il rischio che questo accada di nuovo, con il sostegno a Letta e le larghe intese?
«Non credo, e questo per due ragioni. La prima è per la qualità del lavoro che la nostra delegazione sta facendo, mostrando di rivolgere attenzione alle emergenze sociali del Paese. Lo confermano gli interventi sulla cassa integrazione, sugli esodati, sulla scuola, la sanità, e penso che l’opinione pubblica lo abbia capito in modo chiaro. La seconda ragione è che se la destra tagliasse le gambe a questo governo se ne assumerà la responsabilità davanti al Paese. E credo che pagherà in termini di voti un prezzo alto.
Il voto su Berlusconi come finirà?
«È difficile aggiungere parole nuove. C’è un Pd unito, voteremo sì alla decadenza, e non perché vogliamo liberarci di un avversario politico, ma perché sono in gioco i principi di legalità e della separazione dei poteri. È una questione di principio».

La CGil-Spi riprende le attività a Vietri

A Vietri la Cgil riprende le attività

La Cgil dopo la pausa estiva

ImageDopo la pausa estiva riprendono come di consueto l’attività della Cgil a Vietri sul Mare. Infatti da Lunedì 9 Settembre in orario pomeridiano, ci sarà la riapertura dello sportello dello SPI,  guidato in provincia di Salerno dal validissimo Segretario Prof. Lino Picca, presso la sede in Vicolo Passariello 9 a Vietri sul Mare. Presso la struttura sarà possibile ricevere assistenza sociale e fiscale “gratuita”  ed usufruire tra l’altro dei seguenti Servizi: DIFESA E TUTELA DIRITTI INDIVIDUALI ; CONTROLLO PENSIONI; ASSISTENZA INVALIDITA’ CIVILE; ASSISTENZA FISCALE; 730-ISEE-RED-DETRAZIONI-DICH.INPS/INV.CIVILE; INFORMAZIONI NUOVA LEGGE PENSIONI. “Lavoriamo – dichiara Giovanni Greco Dirigente dello SPI Salerno – per garantire servizi ed assistenza sociale e fiscale a tutte le persone in difficoltà di Vietri e della Costiera ed in particolare alle persone svantaggiate ed agli anziani. Presso il nostro sportello, gli stessi trovano cortesia e competenza per risolvere i loro problemi, noi ce la mettiamo tutta per garantire un alto standard qualitativo nell’offerta dei nostri servizi”. Quindi ancora attività meritatorie da parte della Cgil il maggiore Sindacato italiano schierato sempre dalla parte degli ultimi e delle persone che hanno meno tutele. Ad affiancare Giovanni Greco nella consueta attività di sportello anche Vincenzo Raimondo, che tutte i giorni garantisce l’apertura della sede consigliando e raccogliendo istanze e pratiche da eseguire.


                                                                  Francesco Citarella